L’ipnosi ericksoniana

L’ipnosi è stata creata da Milton Erickson, uno psichiatra americano. Quello che noi oggi conosciamo come ipnosi deriva in realtà dalla loro facevano i sciamani già da parecchi secoli fa. Il loro scopo era quello di curare i pazienti. i loro pazienti erano persone della loro tribù. Oggi nel campo medico l’ipnosi essendo molto diversa ha comunque lo stesso scopo delle precedenti di curare con l’ipnosi le persone. L’ipnosi viene considerata dai più come un rimedio infallibile. In realtà ipnosi è semplicemente una tecnica, molto efficace, ma pur sempre una tecnica. l’ipnosi viene impiegata con successo in una serie molteplice di cure mediche e psicoterapiche.
una delle tecniche più importanti associata all’ipnosi è la dissociazione. la dissociazione è molto importante perché facilita il passaggio dell’individuo dallo Stato di veglia a uno stato di trance.

Alcuni fenomeni ipnotici che possono essere raggiunti facilmente in trance sono: la catalessia, la catalessia di un arto, le allucinazioni positive e negative, la levitazione di un arto, la regressione d’età. L’ultimo fenomeno ipnotico è stato posto al centro di una nuova tecnica ipnotica chiamata ipnosi regressiva. L’ipnosi regressiva poggia le sue fondamenta l’idea che andando indietro nel tempo i pazienti possano ripercorrere le vite precedenti e guarire così dai mali attuali.

L’ipnosi ericksoniana poggia invece le fondamenta sulla trance di tipo naturalistico, cioè del tipo che ognuno di noi sperimenta durante il suo normale ciclo diurno. Nel momento in cui ciascuno di noi è fortemente focalizzato e concentrato su un determinato pensiero oppure è una certa immagine oppure ancora sul monitor di un computer oppure davanti alla televisione o al cinema, quella secondo Milton Erickson è una trance di tipo naturale.

La terapia ipnotica ericksoniana non considera l’inconscio dell’individuo come fanno le terapie di stampo psicoanalitico, un calderone di pulsioni primarie. La psicoterapia ericksoniana considera invece l’inconscio umano come una grande risorsa che, così come guida il sistema nervoso autonomo a garantirci la sopravvivenza, può essere guidata a far funzionare meglio l’organismo. Anche quando mostra segni di evidente malfunzionamento, dunque, la terapia ericksoniana, considera che l’inconscio cerca di agire a fin di bene, come per difendere ciò che ritiene a rischio. In ipnosi, il terapeuta ha la possibilità di entrare in comunicazione direttamente con questa parte inconscia, senza che la logica dell’emisfero dominante interferisca. Perciò il terapeuta può chiedere semplicemente: “Puoi far sì che questo comportamento finisca?” e in caso di risposta positiva da parte dell’inconscio del paziente la terapia potrebbe essere già finita.